IL PARCO DEL DELTA DEL PO

E' una delle aree d'interesse naturalistico più importanti d'Europa, iscritta nella lista del Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco come "un eccezionale paesaggio culturale pianificato che conserva in modo notevole la sua forma originale", dove l'attività umana coesiste con la tutela della natura.

Il riconoscimento Unesco sottolinea la particolare natura di questi luoghi, dove spesso è ancora leggibile il complesso sistema di pianificazione configurato nel Rinascimento. Il governo degli Estensi ha lasciato tracce importanti nel paesaggio culturale. Tra oasi, pinete, boshi e torri, appaiono opere per il controllo delle acque che, dolci o salmastre, sono l'elemento dominante del paesaggio.

Legate dall'acqua sono tutte le attività dell'uomo, con testimonianze che risalgono agli Etruschi, con l'antico insediamento di Spina, ai Romani, ai Bizantini fino ai giorni nostri. Il parco si estende sui territori delle province di Ferrara e Ravenna ed è organizzato in ambiti denominati "stazioni", all'interno dei quali si trovano i centri visita, per favorire la conoscenza delle caratteristiche ambientali.

       

PEDALARE TRA LE OASI

Prevalentemente pianeggiante e ricca di spunti la costa della provincia di Ferrara invita amanti della bicicletta a percorrere in lungo e largo tutti i percorsi, ciclabili e non.

Da Comacchio al al Lido di Volano: Comacchio è collegata a Porto Garibaldi da una ciclabile illuminata che segue la Via Marina e arriva al canale di Porto Garibaldi. Da qui, in direzione nord, si percorre il il lungomare e si raggiunge il Lido degli Scacchi, pedalando lungo la strada che costeggia la pineta e i campeggi, poi si prosegue per Il Lido di Pomposa. Per raggiungere il Lido delle Nazioni, si percorre la Strada Panoramica Acciaioli per un brece tratto, fino ad imboccare la via che passa accanto al Capanno Garibaldi. Attraverso il centro turistico a nord si prende il Viale del Lago e di nuovo la Stada Acciaioli fino al Lido di Volano.

NAVIGARE IN UNA NATURA ECCEZIONALE

Il Po e i rami del suo Delta formano un suggestivo reticolo di strade naturali, un labirinto di vie d'acqua da percorrere lentamente a bordo di motonavi o piccole imbarcazioni che rivelano l'intimia bellezza del suo paesaggio. Si parte da Goro e Gorino, due località che si affacciano con i loro porti pescherecci sulla Sacca di Goro, celebre per gli allevamenti di vongole  e cozze, di cui è possibile visitare gli impianti di lavorazione ed assistere alla pesca in laguna. Alle spalle del due paesi scorre invece il Po di Goro e dai loro approdi salpano con la bella stagione le escursioni sull'ultimo tratto del braccio  del Delta fino all'Adriatico, ideali per visite scolastiche. Numerose sono anche le gite che partono dall'oasi di Canneviè o dalla Torre della Finanza e raggiungono la Sacca di Goro, sfiorando fitti canneti.

  

VALLI DI COMACCHIO

La deliziosa Comacchio è conosciuta non solo per il suo centro storico, ma anche per l'ampio sistema vallivo diventato un'oasi naturalistica da ammirare grazie  a diversi percorsi tra argini e canali, saline e casoni, a piedi, in bicicletta o in motobarca e vero paradiso per i bird watchers.

Non è un caso se la prima fiera dedicata al birdwatching si svolge ormai da anni a Comacchio e in tutti i centri visita del Parco del Delta. Nel suggestivo scenario naturalistico sono in programma tante iniziative per 11 settimane (da metà Marzo a inizio Giugno) tutte all'insegna del birdwatching e del turismo slow: escursioni in biciletta, a piedi, in barca, a cavallo e itinerari dedicati all'enogastronomia, lezioni di birdwatching e fotografia, laboratori didattici pensati per i più piccoli e molto altro ancora.

Un'esperienza davvero indimenticabile è l'itinerario in barca nelle valli, alimentata dall'acqua salata del mare o dolce del fiume. La visita comprende la sosta agli antichi casoni da pesca trasformati in autentici musei dove le suppellettili raccontano la vita quotidiana di chi si dedica  alla pesca. Le anguille continuano ancora oggi ad essere pescate seguendo antiche tecniche che sfruttano le maree autunnali e il naturale richiamo che esse esercitano su quelle mature: mentre tentano di muoversi dalla valle e spingersi a mare per la risproduzione, le anguille vengono catturate  nel lavoriero, un manufatto a forma di V costituito da pali e griglie, che disegna singolari geomatrie.